I prodotti previdenziali occupano ancora poco spazio all’interno dei portafogli degli italiani. Al 30 giugno scorso gli investimenti effettuati dai clienti dei consulenti finanziari in fondi pensione e piani previdenziali individuali ammontano a 14 miliardi, pari al 2,3% dell’intera consistenza patrimoniale in risparmio gestito che fa riferimento alle reti di consulenza. I dati sono di Assoreti.

Scomponendo questa percentuale, solo lo 0,9% del patrimonio degli investitori sotto consulenza è destinato ai fondi pensione (5,2 miliardi), mentre l’1,4% copre piani previdenziali individuali (8,7 miliardi).

Secondo una ricerca condotta da Moneyfarm la maggior parte dei risparmiatori che ha sottoscritto un piano di previdenza integrativa investe la sola quota di Tfr aziendale (48%). Gli investimenti che vanno per la maggiore sono quelli in fondi pensione negoziali (48%), una forma di investimento per la propria pensione di gran lunga preferita rispetto ai fondi pensione di tipo aperto promossi dalle Sgr (17%). Il Pip è selezionato dal 12% del campione.

La necessità di una maggior cultura dell’investimento previdenziale viene sottolineata da Giovanni Maggi, presidente di Assofondipensione “Il secondo pilastro ha solo bisogno di essere ulteriormente potenziato perché copre solo un terzo della popolazione attiva”, sottolinea il numero uno dell’associazione dei fondi pensione negoziali, ribadendo che oggi “esiste una concentrazione maggiore di aderenti nelle classi di età centrali (34-54 anni) e nell’Italia settentrionale ed è ancora poco diffusa tra gli under 34 e al Sud Italia”. (Fonte: Focus Risparmio, Alessio Trampolini)