Sono poche le imprese assicurate contro i rischi di catastrofi naturali o causate dall’uomo che, a livello mondiale, hanno comportato perdite per il settore assicurativo nel 2020 pari a circa 83 miliardi di euro. L’Italia, in questo panorama, spicca con il primato del maggior deficit di protezione per le calamità naturali con appena il 3,2% delle perdite assicurato (dati Swiss Re).

È il risultato di uno studio condotto dall’ANRA, l’Associazione nazionale dei risk manager e dei responsabili assicurativi aziendali, insieme alle Università degli studi di Milano e degli atenei di Parma e di Firenze.

Pur essendo consapevoli dei rischi che corrono le imprese in Italia per catastrofi idrogeologiche, terremoti e alluvioni (il 62%), il 96% delle imprese si accontenta di polizze all-risk o multirischio e non di coperture specifiche. Il 40% delle imprese dichiara invece di non aver mai fatto ricorso a polizze contro le catastrofi naturali pur essendo i danni in questo settore, quando si verificano, molto ingenti: superiori a 50 milioni di euro secondo il 10,4% delle aziende che hanno subito danni, o compresi tra i 5 e i 10 milioni nel 17% dei casi.

Lo studio parla infine dei Catastrophe Bond, uno strumento finanziario molto usato all’estero per far fronte a questo tipo di calamità ma del tutto sconosciuto in Italia.