Introdurre degli indicatori di “performance” chiave (Kpi) per stabilire pubblicamente quanta attività di banche e assicurazioni è allineata alla tassonomia dell’UE sugli investimenti sostenibili: E’ il suggerimento che le due autorità regolamentari europee sui settori bancario e assicurativo – rispettivamente EBA e EIOPA – hanno fornito alla Commissione UE negli scorsi giorni in risposta a una specifica richiesta di consulenza avanzata da Bruxelles. Le nuove informazioni si congiungeranno ai requisiti del regolamento UE sulla tassonomia insieme alla direttiva sulla rendicontazione non finanziaria (NFDR).

Nella risposta, l’EBA chiederà dunque alle banche e alle società di investimenti di rendere pubbliche le esposizioni ad attività ad alta intensità di carbonio che potrebbero subire rischi a causa dei cambiamenti climatici, come ad esempio le informazioni sulle esposizioni verso le società di combustibili fossili. Per essere eco-compatibile, un’attività dovrà contribuire positivamente ad almeno uno dei sei obiettivi ambientali descritta dalla tassonomia europea, non produrre impatti negativi su nessun altro obiettivo, ed essere svolta nel rispetto di garanzie sociali minime (per esempio, quelle previste dalle linee guida dell’Ocse e dai documenti ONU). L’indicatore principale proposto dall’EBA è il “green asset ratio”, che identifica gli asset delle istituzioni che finanziano attività sostenibili dal punto di vista ambientale secondo la tassonomia Ue, come quelle coerenti con gli obiettivi del Green Deal europeo e dell’accordo di Parigi sul clima. Le informazioni sul “ratio” sono integrate da altri indicatori di “performance” sull’allineamento alla tassonomia dei servizi diversi da prestiti e investimenti.

EBA incoraggia inoltre le banche a spiegare quali misure hanno in atto per mitigare i rischi climatici. Le banche dovrebbero essere in grado di collegare le informazioni “verdi” delle società più grandi entro dicembre 2022 e il resto del loro portafoglio di prestiti a partire da giugno 2024. In assenza di informazioni e dati societari disponibili potranno essere utilizzate anche stime e sono previste misure di proporzionalità e periodi di transizione per adeguarsi alle richieste.

Nella stessa direzione è andata anche l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA) che ha raccomandato due metriche chiave per gli assicuratori e i ri-assicuratori per stabilire pubblicamente quanta delle loro attività è allineata alla tassonomia dell’UE. Gli assicuratori dovranno affrontare un duplice obbligo: quello di divulgare la quota verde degli impieghi in fondi comuni di investimento, prestiti, mutui, proprietà, impianti e attrezzature – ma anche sulle stime autonome dell’avviamento (goodwill) e sui derivati – e pubblicare un giudizio sulla percentuale “verde” dei loro ricavi derivanti dalla sottoscrizione di assicurazioni danni, come la copertura per auto o proprietà.