Un’assicurazione pubblico-privata anti-pandemia a favore delle imprese. È quanto prevede un progetto appena presentato dall’Autorità europea di regolamentazione per il settore assicurativo (EIOPA). L’organismo guidato da Gabriel Bernardino ha stabilito una tabella di marcia per lo sviluppo di un nuovo strumento mirato a garantire “un’assicurazione pandemica” ai cittadini europei, pubblicando un documento che propone di mettere in comune denaro pubblico e privato per proteggere meglio le imprese da futuri pandemie “.
Per il numero uno di EIOPA le soluzioni che coinvolgono anche il settore assicurativo dovrebbero far parte degli sforzi europei per il rilancio dell’economia. Alcuni paesi europei stanno già mettendo a punto alcuni strumenti assicurativi a seguito del fatto che molte imprese non sono coperte da polizze standard. Il documento – prodotto con il contributo del settore assicurativo privato – suggerisce che l’assicurazione pandemica potrebbe essere un prodotto semplice. Tuttavia, ciò potrebbe lasciare la copertura offerta a livelli molto limitati. In alternativa, i prodotti potrebbero essere destinati a piccole imprese o avere pagamenti legati a un indice pre-concordato.
I governi potrebbero anche trasferire i rischi rendendo obbligatorio per le imprese acquistare una copertura, istituendo assicurazioni nazionali e riassicurazione “in pooling” o rivolgendosi ai mercati dei capitali per una potenza di fuoco supplementare. In questo contesto, l’Unione europea potrebbe stabilire progetti per le misure nazionali, fornendo ulteriore sostegno finanziario o sussidiando perdite superiori a una determinata soglia.
L’intento di coinvolgere maggiormente il settore assicurativo nel rilancio post Covid è collegato alla necessaria revisione della direttiva europea su Solvency 2. Come sottolineato più volte anche dalla Presidente degli assicuratori italiani, Maria Bianca Farina, “Solvency 2 contiene per noi un difetto di fondo con la valutazione mark-to-market dei passivi, mentre il business assicurativo in Italia ha prospettive di lungo termine”. “Inoltre”, afferma la Presidente di ANIA, “Solvency 2 ci penalizza in quanto italiani, con lo spread più alto e questo non fa bene alla nostra economia oltre a non consentirci investimenti in economia reale che sono a più alto rischio” a causa di assorbimenti patrimoniali molto elevati. In tal senso, la Farina ipotizza la creazione di “una garanzia pubblica su progetti a più alto rischio per avere condizioni e rendimenti di mercato”.