Effetto Covid-19 sulle reti di consulenti finanziari. Se la raccolta di marzo ha resistito al contagio, il patrimonio segna invece una brusca frenata. Stando ai dati di Assoreti, a fine marzo la valorizzazione dei prodotti finanziari e dei servizi di investimento distribuiti dagli intermediari associati, tramite l’attività dei propri consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, è pari a 570,5 miliardi di euro, sui livelli dello stesso mese del 2019, ma con una flessione tonda dell’8% rispetto a dicembre.

A soffrire più di tutti l’alta volatilità dei mercati è il risparmio gestito, con un patrimonio complessivo dei prodotti che cala a 393,6 miliardi di euro, segnando una contrazione congiunturale del 10,6%, riconducibile principalmente ai fondi comuni di investimento. Scende anche la componente finanziaria del risparmio amministrato, ora pari a 71,6 miliardi di euro, con una dinamica contrattiva quantificabile al 14,2%, mentre aumenta la componente di liquidità, alimentata dai disinvestimenti realizzati, nell’ultimo mese, sulle altre componenti del portafoglio e, soprattutto, dall’afflusso di nuove risorse nell’intero trimestre.

Segno meno anche per il patrimonio degli Oicr, sottoscritti direttamente, che si ferma a 176,8 miliardi di euro, con una flessione congiunturale del 14,2% e un’incidenza complessiva sul portafoglio totale che scende al 31,0%.

La valorizzazione delle gestioni collettive aperte domiciliate all’estero è pari a 154,5 miliardi di euro (-14,4%), quella dei fondi aperti di diritto italiano si attesta sui 19,7 miliardi di euro (-15,6%), mentre i fondi chiusi mobiliari, in controtendenza, realizzano una crescita del 17,2% raggiungendo una valorizzazione complessiva pari a 2,2 miliardi.

Il patrimonio dei prodotti assicurativi e previdenziali arretra a 158,7 miliardi di euro (-6,6%), con un’incidenza del 27,8% sul portafoglio complessivo. La contrazione coinvolge principalmente le unit linked (-10,1%), mentre risulta più contenuta per i prodotti multiramo (-2,8%) e per le polizze vita tradizionale (- 0,3%). Il patrimonio delle gestioni individuali registra una flessione del 9,3% e si stabilizza a 58,2 miliardi di euro (il 10,2% del portafoglio totale).

A fine mese, il contributo complessivo delle reti al patrimonio investito in Oicr aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, si attesta a 314,7 miliardi di euro, con un’incidenza del 32,6% sul patrimonio totale investito in fondi (patrimonio gestito pari a 966,3 miliardi di euro – dato provvisorio). Nell’ambito del risparmio amministrato il portafoglio titoli ammonta a 71,6 miliardi di euro (-14,2%), ossia al 12,6% del patrimonio totale: gli effetti delle tensioni sui mercati finanziari si ripercuotono principalmente sui titoli azionari (-21,5%), ma la flessione coinvolge tutte le componenti del dossier titoli. La liquidità in portafoglio raggiunge i 105,3 miliardi di euro (+9,4%) e rappresenta il 18,4% del patrimonio complessivo.

“Le forti tensioni sui mercati finanziari, dovute alla pandemia, hanno avuto impatto anche sul portafoglio di competenza delle Associate – spiega Paolo Molesini, presidente dell’associazione -. La minore contrazione della valorizzazione complessiva del risparmio gestito, rispetto alla componente finanziaria amministrata, conferma come una diversificazione degli investimenti ben strutturata ed efficiente, tipica dei prodotti gestiti, consenta una migliore protezione del risparmio nelle fasi di maggiore volatilità dei mercati”.