Il Covid non ha pesato sui bilanci delle compagnie di assicurazioni italiane perché una delle critiche che sono sempre state mosse al basso livello di assicurazione degli italiani, questa volta si è trasformata in un fattore positivo per i conti aziendali. Se, infatti, gli italiani fossero stati un popolo più propenso ad assicurarsi avrebbero ottenuto maggiori ristori nel corso dei due anni di pandemia che tanto hanno impattato sui loro redditi e sulle loro attività economiche. E’ in sostanza quanto ha detto il presidente dell’IVASS e direttore generale della Banca d’Italia Luigi Federico Signorini intervenendo ad un recente webinar della Swiss Re.
Una più adeguata diffusione di coperture assicurative a protezione del reddito delle famiglie e delle imprese, ha detto Signorini, avrebbe potuto contribuire al ristoro dei danni subiti da ampie fasce di cittadini che, invece, hanno potuto contare soltanto sui ristori, per forza parziali, erogati dal governo con i vari decreti-legge emanati nel corso dei due anni di pandemia.
Paradossalmente, insomma, l’effetto netto della pandemia sui conti economici delle compagnie di assicurazioni, ha concluso il presidente dell’Autorità di vigilanza sul settore, è stato per lo più positivo a causa della diminuzione dei sinistri nel ramo auto e della scarsa propensione degli italiani a cercare forme di copertura assicurativa per eventi che incidono sui loro redditi.