Per evitare l’ulteriore crescita del fenomeno delle polizze dormienti, quelle cioè che, alla loro scadenza, gli assicurati non riscuotono, l’IVASS ha deciso di prolungare anche per il 2021 il servizio di incrocio tra i codici fiscali degli assicurati italiani e i dati sui decessi disponibili presso l’Anagrafe tributaria. Lo ha reso noto la stessa Autorità italiana di vigilanza sul settore assicurativo informandone le compagnie italiane ed estere operanti nella Penisola.

Il servizio dell’IVASS, ha scritto in una lettera al mercato il consigliere Riccardo Cesari, viene offerto alla tutela degli assicurati per ridurre il fenomeno delle polizze vita non liquidate ai beneficiari di chi le ha contratte.

Entro il 31 dicembre di ogni anno le compagnie devono effettuare la verifica dell’esistenza in vita degli assicurati di polizze vita o infortuni accedendo all’anagrafe della popolazione residente diventata operativa da poche settimane. In attesa di poter conoscere le modalità per questo accesso, l’IVASS appunto ha deciso di offrire nuovamente alle compagnie il servizio di incrocio dati che dovrebbe contribuire a ridurre il fenomeno della formazione di polizze dormienti.