Nei primi sei mesi di quest’anno gli investimenti italiani nel settore dell’insurtech (la digitalizzazione del mondo assicurativo) sono stati di appena 60 milioni di euro, una cifra in forte crescita rispetto ai 50 milioni del 2020 ma ancora lontana anni luce dagli investimenti fatti in Gran Bretagna (2,8 miliardi), Germania (2,5 miliardi) e Francia (2,2 miliardi di euro). Per colmare almeno in parte questo gap l’Italia dovrebbe investire almeno un miliardo di euro nell’insurtech entro il 2023.

Sono i dati che emergono dall’Insurtech Investment Index curato dalla IIA, l’Associazione italiana che riunisce più di 200 operatori del mercato assicurativo italiano, elaborato insieme dall’Osservatorio Fintech e Insurtech del Politecnico di Milano.

Il rapporto, presentato a Milano nei giorni scorsi, sottolinea anche l’arretratezza italiana nel rapporto tra compagnie di assicurazioni e start-up: nei primi 6 mesi del 2021, ad esempio, in Germania le compagnie di assicurazioni hanno investito 900 milioni di euro in start-up rispetto ai 300 milioni investiti in Francia, i 400 milioni in Gran Bretagna e gli appena 60 milioni in Italia.

Secondo il rapporto le compagnie italiane preferiscono affidarsi alle loro competenze interne in campo insurtech anziché ricorrere al mondo delle start-up pur ritenendo (nel 34% dei casi) che i rispettivi asset tecnologici siano adeguati a questo compito.