Durante la 70^ Assemblea ANAGINA, è stato eletto all’unanimità Presidente Onorario MICHELE MANZARI, ex Agente Generale di Pistoia e Presidente dell’Associazione dal 1996 al 2008
Chi è Michele Manzari?
Michele Manzari è una persona determinata, che non si abbatte mai, anche nei momenti più difficili che non sono mancati in 52 anni della mia storia. Dinanzi ad un problema non amo lamentarmi, ma penso alla soluzione, a risolverlo; “non piangere sul latte versato” è stata la mia linea guida; non guardo mai indietro, e se ci sono stati degli errori ne ho preso atto e ne ho fatto tesoro, e applico questa teoria ad ogni aspetto della mia vita, personale e non. Da un impasse negativo si esce facendo leva sulle proprie capacità, fidandosi delle proprie sensazioni.
Come e quando ha iniziato a fare questo lavoro?
Ho iniziato questo lavoro a settembre del 1967, in seguito ad un male che ha colpito mio padre, che mi ha portato a rinunciare ai miei studi che stavo portando a termine presso l’Università di Chimica Industriale di Bologna. Per il conseguimento alla laurea mancavano solo 5 esami, ma essendo fattibili solo presso il laboratorio della stessa Università, e, non essendocene un’altra in Italia, sono stato costretto ad abbandonare tale percorso. Mio padre era Agente Ina dell’Agenzia di Matera, Agenzia fondata da lui stesso. A settembre pertanto ho affiancato mio padre, quale co agente.
Quali difficoltà ha trovato?
All’inizio tante, perché come accennato prima, avevo intrapreso un altro percorso di vita e, a parte giocherellare tra i faldoni dell’archivio dell’Agenzia di famiglia nei pomeriggi estivi, non conoscevo le dinamiche di un’Agenzia Generale. La mia determinazione si è vista in quel momento; nonostante fosse un mondo quasi totalmente estraneo a me – al livello amministrativo e contabile soprattutto – è stata una grande sfida personale. Rimboccandomi le maniche, ogni sera mi attardavo in ufficio, dopo l’uscita dei dipendenti e cercavo di assimilare quante più nozioni possibili, per non farmi trovare impreparato. Nel luglio successivo, in seguito alla morte di mio padre, sono stato nominato Agente Generale, e ci tengo a precisare che, a differenza di molti altri colleghi che potevano contare sul supporto del proprio padre, a soli 25 anni, mi sono ritrovato ad affrontare questo nuovo cammino da solo.
Cosa è significato per Lei lavorare come agente assicurativo?
Sicuramente portare avanti e completare il percorso che mio padre aveva iniziato con tanta dedizione e sacrificio e, devo dire, con successo. Infatti l’Agenzia di Matera, in occasione del 50° dell’Ina, vinse la targa d’oro del Seminatore quale migliore agenzia del Sud nel ramo Vita.
Come vede il mondo assicurativo nei prossimi anni?
Lo immagino molto diverso. Nonostante ci siano molti assicuratori e la percentuale degli investimenti dei clienti sulle polizze aumenti più che su altri prodotti finanziari, noto però una certa difficoltà delle agenzie nell’acquisire nuovi collaboratori. Credo pertanto che l’Agenzia Generale dovrà trasformarsi, cercando di farla frequentare il più possibile dai propri clienti, organizzando brevi incontri mirati suggerendo, di volta in volta, la soluzione dei singoli problemi che preoccupano la clientela. Credo che anche gli impiegati debbano trasformarsi ed essere più trasversali come sta avvenendo nelle banche (che però cambiando spesso gli assuntori delle polizze non possono dare tranquillità alla propria clientela). A differenza delle banche, noi dobbiamo consolidare la figura dei nostri agenti, dei nostri produttori e dei nostri impiegati per ispirare familiarità e fiducia nel cliente.
C’è stato un momento durante la sua carriera, in cui ha pensato di mollare tutto e di dedicarsi a qualcos’altro?
Assolutamente no. Amo molto il mio lavoro. La più grande soddisfazione è stata un paio di anni fa quando una persona, si è presentato con una ingente somma di denaro (650000 euro) affidandosi alle mie capacità produttive e chiedendomi di personalizzare un piano assicurativo/finanziario. Dopo attento studio della sua situazione ho proposto un mix di 6 polizze. Si è fidato di me ed i risultati, a distanza di tre anni, sono stati ottimi. “La soddisfazione del cliente è per me la più grande ricompensa”. Non bisogna ragionare solo in guadagno. Altrimenti non si arriva lontano.
Che consiglio si sente di dare a chi ha intrapreso o vuole intraprendere il suo stesso percorso?
In primis, studiare approfonditamente i prodotti e considerarli anche dal proprio punto di vista, farli propri. E’ importante credere in quello che si vende, in secundis non abbattersi alle prime difficolta.
C’è una persona che deve ringraziare e che l’ha supportata durante tutto il suo percorso?
Ne avrei più di una da ringraziare. Sicuramente il Presidente di Anagina, Mino Donati, in carica per 12 anni. Lui suggerì ai colleghi della Puglia di nominarmi Delegato Regionale e successivamente mi fece partecipare, come relatore, ai corsi centrali promossi dalla direzione generale per i nuovi allievi. Avevo solo 27 anni ed ero tra i più giovani.
Poi Giuseppe Cacciola di Prato, vice Presidente di Anagina, che mi fece nominare Delegato Regionale della Toscana, al mio arrivo all’Agenzia di Pistoia. Poi Carlo Ferrara, Presidente di Anagina, che mi fece entrare nel Direttivo. Senza dimenticare l’amico Andrea Andrei che mi ha sopportato nelle numerose trasferte romane. Il mio ringraziamento va anche ai giovani colleghi che hanno collaborato con me, che mi hanno sopportato e supportato, dandomi la giusta carica. Tra questi per tutti cito Davide Nicolao, attuale Presidente di Anagina. Ho sempre spinto questi ragazzi a migliorare, a partecipare attivamente, perché il segreto del successo è condividere le conoscenze e spingere i propri ragazzi verso il successo.
Ha dei rimpianti?
No, assolutamente. Potrei anche averli, nel senso che, durante i miei anni lavorativi la Direzione Generale più volte mi ha offerto di assumere la titolarità di Grandi realtà agenziali, come Brescia, Genova, Verona, Milano. Ma in quanto Presidente volevo rispettare i miei doveri…magari ora avrei potuto beneficiare di una maggiore liquidazione. Ma non si vive solo di soldi. Ho preferito restare a Pistoia per una questione affettiva. Penso di aver lasciato un segno nelle persone che ho incontrato nel mio percorso di vita così come credo averlo lasciato nell’anno 2011/2012 in qualità di Governatore del Distretto Lions Toscana perché, a distanza di anni, sento la stima dei soci che si congratulano per tutto quello che è stato realizzato ed è servito a far conoscere il nostro operato.