Incrociando 22,8 milioni di codici fiscali dei loro clienti assicurati, l’IVASS ha stilato un elenco di quasi 333 mila persone decedute sulle quali adesso ciascuna compagnia di assicurazioni potrà indagare per rintracciare i beneficiari delle polizze vita e infortuni che non hanno ancora rivendicato la liquidazione delle somme di loro spettanza.
Lo ha reso noto lo stesso Istituto di vigilanza sulle assicurazioni nell’ambito della politica tesa ad evitare che si accumulino le cosiddette polizze dormienti, cioè gli importi da liquidare sulla base di contratti vita non rivendicati alla morte del titolare perché gli eredi, ignari delle polizze, non si sono fatti avanti o perché le compagnie ignorano il decesso del loro assicurato.
Il lavoro compiuto dall’IVASS ha riguardato tutte le compagnie italiane e 14 gruppi esteri. L’Istituto ha assicurato che vigilerà adesso per verificare l’evoluzione dei pagamenti e l’efficacia dei processi aziendali messi in atto per prevenire il fenomeno delle polizze dormienti.