I crescenti attacchi informatici, con relative richieste di riscatto (ransomware), stanno provocando una vera e propria corsa alle polizze di copertura dei cyber risks.
Prima della pandemia, ad esempio, le aziende che avevano sottoscritto polizze assicurative contro gli attacchi hacker rappresentavano appena il 3% del portafoglio delle compagnie mentre questa quota è salita oggi al 10%.
Secondo le stime di Assiteca si è registrato un aumento del 300% delle polizze contro i cyber risks nell’arco dell’ultimo anno.
Il broker assicurativo prevede una crescita costante di questo tipo di attività criminali informatiche pari al 15% circa che potrebbe costare all’Italia nel 2024 perdite stimabili tra i 20 e i 25 miliardi di euro.
Secondo Assiteca occorre che le imprese facciano sempre un assessment organizzativo della cyber security che consenta di mappare la loro esposizione ai rischi, predisponendo piani di business continuity in caso di attacchi. Molto importante, in questo quadro, è la formazione di personale altamente specializzato.